Capannoni vuoti e mancanza di investimenti: il tracollo della zona industriale

MAFALDA. La zona industriale di Mafalda sembra una terra dimenticata da Dio. Non stiamo parlando delle colpe di questo o quell’amministratore che nel corso degli anni era preposto alla sua cura, ma stiamo dinanzi al palese tracollo di una piccola realtà industriale interna che fino a qualche anno fa poteva vantare la sua eccezionalità (almeno per il numero di lavoratori presenti) rispetto ai comuni limitrofi. Ovviamente non bisogna confondere le disattenzioni umane con la mancanza di attrattive figlia di una crisi molto più profonda e globale. Guardando in complesso tutto questo modesto polo industriale si comprendono benissimo le enormi potenzialità rimaste sulla carte e mai espresse. In effetti la domanda sorge spontanea: perché investire in un territorio interno del basso Molise quando la costa offre molto di più? Domanda da cento milioni di dollari alla quale difficilmente si riuscirà a dare una risposta che soddisfi le ambizioni dell’amministratore o dell’imprenditore più diligente. Non è di questo che si vuole parlare, ma di come nel corso di una decina d’anni ci sia stato un crollo degli investimenti e di come conseguentemente molte delle piccole realtà aziendali presenti abbiamo deciso di chiudere baracca. Camminando lungo le strade della zona industriale sono due le cose che maggiormente colpiscono: la bellezza sublime del territorio circostante che scorre lungo le due sponde del Trigno e il numero sempre più crescente di capannoni chiusi. Ad oggi, secondo alcune informazioni ricevute dal Comune, si contano soltanto quattro aziende ed un bar che operano ancora e, nonostante i livelli di imposte tra i più bassi della regione, sono sempre meno le proposte d’investimento che arrivano a realizzazione. Infine una nota a parte merita la questione SMI e le ormai famose vicende politiche e giuridiche che negli ultimi anni hanno sconvolto il nostro piccolo comune. Senza prendere posizioni, senza fare processi alle intenzioni, senza giudicare nessuno, la realtà parla e parla chiaro: la più grande e fiorente azienda della zona industriale di Mafalda resta ad oggi ancora chiusa, con l’incuria che regna e devasta sovrana, e tanta povera gente ancora a casa e senza lavoro.

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