Territorio e turismo: questo è il futuro della nostra terra

MAFALDA. Scendendo dalla piazza e passeggiando lungo il corso, subito dopo lo svincolo di via trignina, abbiamo notato, affisso sulla bacheca pubblica, un manifesto con la scritta: “Progettiamo un Molise solidale” che campeggia in alto al centro a caratteri cubitali e, subito sotto, scritte alla rinfusa e mischiate tra loro, tante parole tra le quali si distinguono i vocaboli “Sviluppo, cooperazione e futuro”. In realtà veniamo a conoscenza del fatto che questo manifesto è attaccato lì ormai da diversi giorni, ma questo non importa. Speriamo venga perdonata la nostra disattenzione, per la quale chiediamo venia, e ci auguriamo che questo articolo possa quantomeno dar vita ad un dialogo e a qualche piccola riflessione. In effetti, osservandolo meglio, si capisce chiaramente che un qualcuno, che si nasconde sotto le insegne della regione e della Comunità Europea, cerca di darci un messaggio, o meglio, un indirizzo da seguire. La domanda però sorge spontanea. La realtà politico-amministrativa regionale è sotto gli occhi di tutti, nemmeno un cieco potrebbe ignorarla, ed è proprio concentrandoci su questa che ci chiediamo: perché si predica bene e si razzola male? Quello che succede all’interno dei palazzi del potere, da Bruxelles a Campobasso, non ci è dato saperlo ma ci sentiamo sinceramente offesi se chi da anni non investe un solo centesimo, se chi ignora la nostra esistenza, se chi ci considera un’area marginale della regione, se chi ci reputa un popolo a bassa reazione sociale viene a parlarci, tra l’altro in maniera subdola, di cooperazione, sviluppo e futuro. Non abbiamo certamente bisogno di insegnamenti visto che siamo un popolo pigro ma capace, fatto di gente che suda e che porta a casa la pagnotta come frutto del proprio lavoro. Dall’altro lato però, non possiamo non denunciare la necessità di una scossa che permetterebbe a noi stessi di svegliarci dall’indifferenza e dal menefreghismo. Crediamo che il futuro di questa terra non sia lontano anni luce ma presente davanti ai nostri occhi. Questo non vuol dire che stiamo aspettando l’industriale o gli imprenditori di turno che, con magnanimità e generosità d’animo, vengono ad investire il loro denaro in loco; niente di tutto ciò. Questa terra, a nostro avviso, necessita di gente capace, umile ed onesta che sappia valorizzarla ed indirizzarla verso due linee di sviluppo: territorio e turismo; il potenziale è enorme ed aspetta solo di essere sfruttato. Solo nel momento in cui si avrà questa consapevolezza si potrà parlare di sviluppo, cooperazione e futuro. Per ora, delle parole alla rinfusa e buttate su un manifesto si fa volentieri a meno.

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