Mafalda: un paese che si sposta in periferia

MAFALDA. Partiamo con una domanda. Qualcuno di voi aveva mai fatto caso che nel nostro piccolo comune si è verificato, nel corso degli ultimi venti anni, un processo di migrazione interno? Effettivamente questa è un’affermazione scioccante e non è dovuta alla pazzia di chi scrive ma essenzialmente ad un dato di fatto. Purtroppo non esistono studi sociologici che lo confermano ma, se i miei occhi e la mia memoria non mi ingannano, il nostro è un paese che si sposta. Andiamo subito a spiegare questa tesi. Abbandonando l’idea di un giornalismo classico e distaccato (concedetemelo per una volta) scendo nel personale e nell’intimo dei miei ricordi. Ho vissuto diciassette anni nella più bella e classica delle vie dei “Pagliari”, (ogni mafaldese capirà il virgolettato): la splendida via Zinno. Ogni volta che ci torno è sempre un’emozione fortissima perché lì sono nato, lì ho vissuto e lì ho toccato la vita. I ricordi di quei tempi sono pieni di volti, di voci, di rumori e di odori che con il passare degli anni purtroppo sono svaniti. A discapito della sua dolce piccolezza, quella via Zinno la ricordo lunghissima, calda e brulicante e non mi curavo del fatto che quell’atmosfera fosse talmente accogliente quanto breve. Ricordo i volti di tutte quelle persone che la vivevano dalla prima casa fino all’ultima, come non dimentico ogni minimo particolare che faceva di quella strada la più bella del mondo. In quella splendida parte del centro storico (per l’altra e concorrente “i Colli” il discorso è lo stesso) la gente viveva in case umili, piccole ed accoglienti, parlava, d’estate usciva in strada; anche i bambini, me compreso all’epoca, giocavano a nascondino e si perdevano negli infiniti angoli che quella via sapeva offrire. Purtroppo però il tempo passa così come vanno e vengono gli uomini. Sono tornato qualche giorno fa in via Zinno e l’ho vista piccola, bella come al solito e nostalgicamente vuota. Parecchi protagonisti di quegli anni ahimè non ci sono più e tanti altri, tra i quali ci sono anche io con la mia famiglia, l’hanno abbandonata per trasferirsi in periferia. Proprio questo è il fenomeno sul quale bisognerebbe porre l’attenzione. Perché tanti nostri concittadini hanno preferito lasciare il centro storico per trasferirsi nella più comoda e agiata periferia? Questo non è dato saperlo al momento ma quel che preme sottolineare è che questo è stato il fenomeno sociale che ha caratterizzato gli ultimi venti anni: una vera e propria migrazione interna dal centro alla periferia del paese.

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