Noi tifiamo Mafalda, tiè!

MAFALDA. Ci arriva da un nostro carissimo amico una simpatica segnalazione. Ci dice: “Non perché passo le mie giornate a guardare le persone che passeggiano, ma ho notato, frequentando spesso la zona, che una casa di via dei Colli è diventata un’attrazione, quasi un fenomeno mediatico. Tutte le persone che passano e la guardano, commentano e, telefono alla mano, scattano una foto!”. Indispettiti dalla soffiata, ci rechiamo sul posto e ci mettiamo ad osservare questo ormai celeberrimo muro. Trattasi di arte, arte sportiva per la precisione. Sull’intonaco appena risistemato della casa campeggia un simbolo indefinito ed astratto, circondato da un cerchio giallorosso sul quale risalta la scritta “A.S.Roma”. Chiedendo il parere di esperti e critici d’arte arriviamo a conclusione che il capolavoro pittorico post-modernista sia una poco fedele ma tentata (apprezziamo lo sforzo) riproduzione del simbolo e dei colori societari della squadra di calcio di Roma. Vogliamo premettere che la censura è una delle cose che ci fanno più schifo, vogliamo ribadirlo e certamente siamo contro i veti, soprattutto in ambito artistico, ma bisogna dire che la legge è legge e va rispettata, anche se trattasi di un semplice piano colore. Precisiamo anche che non siamo stati tanto diligenti da andare a spulciare minuziosamente sul testo normativo, ma siamo altrettanto sicuri di non trovare nemmeno la “Gioconda” di Leonardo tra i cataloghi di colore previsti; figuriamoci un’opera rivoluzionaria come questa. Chissà poi quali pene avrà patito l’artista per riprodurre un lupo che pare il cane della Eni e due figure umanoidi molto più vicine agli omini delle porte dei bagni che ai padri fondatori della Città Eterna! Rispettiamo i gusti, le volontà, le ispirazioni improvvise e le diverse fedi religiose, perché il calcio è anche per noi una religione, ma qui a primeggiare deve essere il rispetto delle tradizioni del posto (soprattutto se siamo in pieno centro storico) e non lo spirito campanilistico di chi, pur essendo lontano da casa sua, del rispetto altrui se ne infischia. D’altronde, se abbiamo studiato un po’ di storia, dovevamo sapere che i figli della lupa, i discendenti di Romolo e Remo, hanno dominato il mondo per oltre un millennio. Questo però non importa, ci mettiamo una pietra sopra e lasciamo che i passanti fotografino l’incompiuto perché in fondo siamo bonaccioni anche noi, ma una cosa la dobbiamo e vogliamo dire lo stesso: “NOI TIFIAMO MAFALDA, TIE’!”.

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