Da Mafalda ad un weekend romano: riflessioni sull’attentato di Parigi

MAFALDA. I mitra degli attentatori di Parigi hanno colpito nel cuore di ogni cittadino europeo. Nella freddezza e nella lucida follia di ogni colpo è riflessa la precisa missione della jihad: colpire l’occidente dritto al cuore e piegare ad una insensata e fallace lettura medioevale del Corano un mondo che, dopo secoli di lotte, è diventato patria della democrazia e culla del liberalismo mondiale. Da quei colpi la Francia e l’Europa intera non si sono più ripresi; quei colpi fanno male, quei colpi dicono a chiare lettere che il nemico (perché di un nemico stiamo parlando) si nasconde sul pianerottolo di casa, il suo potere è invisibile e capillare, ma soprattutto capace di uccidere chiunque al grido di “Allah è grande!”. L’assurdo scopo di questi attentati è incutere timore, un timore nero come la bandiera dell’Is, nero come l’anima di quei folli che sparano in nome di Dio, nero come gli occhi di chi, agli ordini del califfo Al Baghdadi, imbottito di tritolo, cerca di portare con sé più gente possibile. Pensare che una voce scomoda come quella di Oriana Fallaci lo aveva detto dieci anni fa mette i brividi: “Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? – diceva profeticamente la giornalista – Che senso ha difendere la loro cultura o pseudo cultura quando loro disprezzano la nostra?
Intimiditi come siete dalla paura di andar controcorrente oppure d’apparire razzisti, non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla Rovescia”. Riflettendoci bene, la Fallaci parlava di rabbia e d’orgoglio, noi invece stiamo agendo con paura. Forse questo è il vero obiettivo di certa gente: ci vogliono far vivere di paura e nella paura e forse ci stanno riuscendo. In questo maledetto weekend, anche la nostra Roma è stata una città militarizzata, soprattutto nei punti strategici. Livello di sicurezza 2 lo chiamano, soltanto un gradino sotto rispetto a quello che si avrebbe in caso di attacco diretto. Non solo i punti con più affluenza turistica, ma anche in periferia i controlli sono a tappeto. Il solito mercatino della domenica mattina a Monte Mario è circondato da macchine della polizia municipale che gestisce i flussi di persone in entrata e in uscita, ed agenti mischiati tra la folla scrutano con occhio attento ogni minimo particolare. L’atmosfera in via Trionfale non è diversa, stranamente si vedono macchine dei Carabinieri passare spesso e addirittura la Galleria Giovanni XXIII, che collega il centro alla periferia, è chiusa al traffico, non per lavori in corso, ma per una pura questione di sicurezza, questa è la motivazione trapelata dalle parole di un agente. In cielo volano elicotteri dalla mattina fino a tarda notte e in metropolitana la situazione non cambia: responsabili della sicurezza dell’Atac, tra la calca di persone presenti, controllano bagagli, sedili e borse, “controlli di routine” ci dicono ma, conoscendo la Capitale, sappiamo bene che tutto ciò è una rarità. Passeggiando in centro in auto, ci si accorge che Città del Vaticano è blindata: camionette dell’esercito e soldati armati fino ai denti ad ogni angolo, senza contare gli agenti della Gendarmeria Vaticana che si nascondo in borghese tra la folla. Nei pressi di piazza Bologna, prima di giungere al cimitero monumentale del Verano, veniamo addirittura fermati ad un posto di blocco. Qui, un carabiniere armato di tutto punto, ci riempie di domande, “Chi siete?”, “Dove state andando?”, “Perché vi state muovendo in auto?” e, dopo aver controllato minuziosamente documenti e mezzo, ci lasciano liberi di proseguire. Arriviamo infine alla stazione Tiburtina. Paradossalmente qui la situazione pare nella norma, non si vede una pattuglia né una volante. Tutto, compresi noi, si perde tra il solito e frenetico via vai di questo fondamentale crocevia capitolino. Saliamo sull’autobus e in poche ore torniamo alla relativa tranquillità della nostra vita tra le colline molisane dove tutto sembra sicuro e lontano, attacchi terroristici compresi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...