Anche questa volta la politica vince sul bene comune

MAFALDA. Dovere di cronaca o libertà d’opinione? Questo è il dilemma alla luce dei fatti accaduti ieri. Forse per la prima volta nella storia di questo territorio, venti sindaci (per noi era presente il consigliere Petrella) della vallata del Trigno si riuniscono intorno ad un tavolo, nel comune della vicina Tufillo, per discutere dell’emergenza maltempo della scorsa settimana e di come questa è stata gestita dai rispettivi enti di competenza sulle due sponde del fiume che al contempo ci unisce e separa. Al centro del summit si è collocata principalmente la questione viabilità divenuta critica nei giorni scorsi in seguito alle avverse condizioni meteo. Ma facciamo un passo alla volta e cerchiamo di rispettare la realtà dei fatti. Questa infatti parla a chiare lettere e ci dice che una parte della trignina (il tratto in questione si trova in territorio abruzzese), all’altezza della congiunzione tra il fiume ed il suo affluente Treste, è venuta giù, crollata in seguito alle infinite martellate al secondo prese dalle abbondanti gocce d’acqua cadute. L’immediata conseguenza è stata quella di dirottare il traffico in entrambe le direzioni sulla tratta Mafalda -Montenero di Bisaccia, in territorio molisano, per due motivi: il primo perché l’emergenza doveva essere gestita e bisognava farlo in fretta; il secondo invece perché la rispettiva bretella abruzzese, da Fresagrandinaria fino giù a San Salvo passando per Lentella, ha avuto sorte identica a quella della fondovalle. Quindi, se a mente lucida ci si ragiona un po’, si capisce benissimo che le manovre della Provincia di Campobasso sono andate incontro ad un problema, forse di rilevanza nazionale, che poteva essere sicuramente gestito meglio, e su questo non v’è ombra di dubbio, ma che ha impedito un blocco catastrofico. La situazione, ad oggi, è che noi molisani ci troviamo a vivere un disagio sulle nostre strade, che certamente non si trovavano in condizioni ottimali già prima, (figuriamoci adesso con il traffico dei mezzi pesanti!), e che vanno a mettere un tappo ad una falla che è al cento per cento abruzzese. Nessuno nega il principio inviolabile della solidarietà che fortunatamente esiste e viene ancora messo in campo, ma bisognerebbe trovare una soluzione diversa onde evitare che le nostre strade finiscano di sfasciarsi per permettere al vicino Abruzzo di aggiustare le proprie. Ma torniamo all’incontro di Tufillo. Ieri sera sono state fatte delle denunce che rispondono ad un grido di disperazione, vero nella sostanza, in cui si ribadisce la necessità di collegamenti stradali essenziali per la sopravvivenza di queste popolazioni. Niente di più vero! Niente di più giusto! Le strade sono un parametro vitale per questo territorio tant’è che, se queste verranno a mancare, potremo considerarci a pieno titolo come uomini dimenticati da Dio. Sacrosanta è anche un’altra considerazione che da quell’incontro è venuta fuori: le istituzioni erano impreparate ed hanno fronteggiato la crisi alla bene e meglio, come è anche vero che è mancato il coordinamento fondamentale dell’Anas nonché la solidarietà dei comuni costieri che sembrano sordi e ciechi in questo caso. Da queste denunce, da questa constatazione di fatto (la realtà è sotto gli occhi di tutti), siamo passati però al populismo. Ad un problema amministrativo primario è stata data una lettura totalmente politica, e qui, a nostro avviso, c’è lo sbaglio. L’errore consiste non nell’aver fatto la voce grossa (ben venga un coro unanime per la difesa della vallata) ma nell’aver affrettato le conclusioni chiedendo le dimissioni dei presidenti delle provincie di Chieti e di Campobasso. Poi, oltre all’errore, sulla sponda abruzzese c’è anche tanta incongruenza perché la provincia di Chieti è già diventata, per effetto della famosa legge Delrio, un ente di secondo livello. Cerchiamo di spiegarci meglio: come possono i sindaci chiedere le dimissioni di un presidente (Pupillo in questo caso) che loro stessi hanno votato poco più di un anno fa? Sembra paradossale eppure, anche questa volta, la politica vince sul bene comune.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...