Una straordinaria sorpresa!

MAFALDA. In un vecchio romanzo leggevo: «Veniva avanti, adesso, sempre più avanti, mostrandoglisi con straordinaria, quasi insopportabile evidenza. Sulla testina perfettamente liscia inalberava per di dietro qualcosa di esile: una specie di filo, di antenna, chi lo sa. E lui, col cuore che frattanto aveva cominciato a battergli forte contro l’osso dello sterno, stava appunto chiedendosi che cosa diamine potesse essere quello strano affare, e stringeva le palpebre per cercare di vedere meglio, quando, all’improvviso, nella vasta aria soleggiata e ventosa, udì echeggiare il solito doppio sparo».

In questa frase malinconica Giorgio Bassani, nel lontano 1968, descriveva così, con un leggero velo di tristezza (l’intera opera è considerata dallo scrittore come la descrizione di un viaggio verso la morte), l’immagine di uno splendido uccello: l’airone. Elegante, regale e imponente, l’airone bianco risalta su tutto quello che lo circonda donandogli splendore ed un atmosfera quasi fiabesca. Qualcuno me ne aveva già parlato, forse qualche attento cacciatore che, durante una battuta, si era fortuitamente imbattuto nella sua improvvisa presenza lungo le sponde del fiume Trigno, ma non avevo mai avuto la fortuna di vederlo con i miei occhi.

Anche in questo caso, la sorpresa è stata davvero piacevole. Non nego che il mio stupore è stato talmente invadente da farmi rimanere letteralmente a bocca aperta. Attraverso il ponte con la mia macchina, distratto da un vecchio disco dei Police, e arriva l’irruzione inaspettata. Sulla mia destra spicca il volo un grosso airone bianco, forse spaventato dal rumore del motore, che si allontana dal suo giaciglio e va a posarsi diverse decine di metri più in là assumendo nuovamente quella maestosa posizione che lo contraddistingue.

Che sorpresa, che stupore, che meraviglia! Un incontro del genere è veramente una rarità. Ero a conoscenza del fatto che i nostri territori sono un paradiso per alcune specie di volatili, tant’è che il vicino bosco della “Saracina”, qualche anno fa, era diventato territorio protetto dalla Lipu. Ad oggi però tracce legali non esistono più, oppure rimangono nascoste in qualche dimenticato cassetto, quel che resta invece è un tesoro immenso e sicuramente da valorizzare.

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