Sistemato il primo, attendiamo il secondo

MAFALDA. Tra emergenza maltempo del mese scorso, preparativi per le imminenti feste e molte altre distrazioni, avevamo dimenticato di sottolineare un avvenimento importante. Badate bene, non si tratta di niente di clamoroso, anzi dovrebbe essere questa la cosiddetta ordinaria amministrazione, ma i tempi di vacche magre che abbiamo vissuto negli ultimi sei anni ci hanno abituato alla stasi, al disagio come condizione della normalità, forse al silenzio. È passato quasi inosservato che sono stati portati a termine i lavori di messa in sicurezza e sistemazione del manto stradale all’ingresso del paese in via Costarella. Dopo un estate intera di attività, uno dei tratti viari maggiormente disastrati del nostro comune è stato finalmente sistemato. Sono state effettuate misure di drenaggio per le perdite d’acqua nel sottosuolo che avevano causato l’effetto onda sul vecchio manto stradale e numerosi danni alle autovetture che, ignare della situazione, affrontavano il tratto di strada senza moderare la velocità con tutte le conseguenze che ne venivano fuori. Successivamente, aggiustato anche il versante di contrasto che si affaccia sulla strada interpoderale che porta alla vicina “Prestevilla”, il vecchio strato di asfalto è stato letteralmente spazzato via, il fondo assestato e, dopo aver creato una piccola banchina spartitraffico, si è provveduto alla realizzazione del nuovo manto stradale. Tutto questo è stato fatto in tempi relativamente brevi; infatti l’incrocio era già percorribile da fine ottobre ma mancava ancora la segnaletica che è arrivata solo alcune settimane fa. A questo punto l’opera, costata circa quattrocentomila euro, provenienti da fondi europei ottenuti dall’amministrazione comunale, può dichiararsi conclusa. L’aspetto è gradevole e rappresenta un decoroso benvenuto per tutti coloro che arrivano nel nostro comune da quella direzione, in attesa che anche l’altra entrata venga sistemata a dovere. D’altronde le promesse vanno mantenute e noi il fazzoletto col nodo in tasca lo abbiamo ancora e non lo scioglieremo fino a quando non vediamo ruspe e uomini in azione.

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