Questione strade interne: lo storico incontro nella sala consiliare di Mafalda

MAFALDA. Che quello della viabilità fosse il problema con la “P” maiuscola lo si era capito da un bel pezzo ed è stato ribadito anche stasera, a gran voce e da più parti, nell’incontro organizzato dal comitato dei sindaci con i rappresentanti provinciali e regionali e con il gruppo dei parroci che, qualche settimana fa, appese le tonache alle grucce, ha alzato un’unica voce per denunciare lo stato pietoso in cui versano le nostre strade. Mobilitazione sociale spesso è un’espressione che fa tremare i palazzi, è un qualcosa che scuote coscienze e poltrone, è un terremoto che parte dal basso e coinvolge l’intera struttura, ma non bisogna girarci tanto intorno: l’evento di stasera è stato questo. Tutti gli elementi erano presenti, quasi fosse un copione scritto: il coro è partito dagli amministratori locali, raccoglitori di prima istanza delle necessità e delle difficoltà del territorio, è passato attraverso qualche voce di un popolo arrabbiato ed è stato infine portato dinanzi agli organi provinciali e regionali; non è mancato nemmeno un pizzico di piccante populismo che ha reso brioso l’intero dibattito. C’era tutto stasera nella sala consiliare di Mafalda e quello che va riconosciuto e gridato a gran voce è che, nel bene o nel male, il problema è stato affrontato di petto, si è presa coscienza, da parte di tutti, della sua esistenza e della necessità che si fa sempre più stretta di un intervento urgente e risolutivo. Se da una parte però l’impellenza è stata chiara, dall’altra la mancanza di fondi e la conseguente impossibilità di agire per giungere ad un intervento che sia realmente risolutivo è stata gridata e spiattellata in faccia a tutti. L’onestà è una qualità rara ma stasera, dobbiamo riconoscerlo, è stata messa in gioco; certamente non basta ma è pur sempre un passo, seppur piccolo e claudicante, verso un obiettivo comune. Ma è meglio fermarsi qua con l’analisi a posteriori perché è doveroso dar spazio ad ogni singola voce degli attori che stasera sono stati chiamati in scena. La prima è quella del padrone di casa Riccioni, nella triplice veste di Sindaco, consigliere provinciale e moderatore, il quale ha accolto i presenti spiegando le ragioni che hanno spinto lui ed i suoi colleghi a convocare la seduta: «le condizioni delle nostre strade interne inducono il territorio allo spopolamento». Sulla stessa linea d’onda va il presidente De Matteis: «Siamo arrivati all’insostenibilità perché la situazione è drammatica in tutta la provincia – dichiara – Se prima riuscivamo a garantire quantomeno lo status quo delle cose, dopo la legge Delrio ci troviamo a gestire la viabilità con quei pochi fondi che riceviamo dagli organi superiori». Di carattere tecnico è stato l’intervento dell’assessore provinciale Di Biase che sottolinea a chiare lettere come sia praticamente impossibile con le poche risorse a disposizione (27 operai per 1500 km di strade provinciali) garantire anche la stessa manutenzione ordinaria. Successivamente la palla passa nelle mani dei rappresentanti della curia che, attraverso la voce di don Marcello Paradiso, ricordano ai presenti l’importanza delle vie di comunicazione per l’intero tessuto economico e sociale del territorio il quale, senza di esse o con l’impossibilità di praticarle, rischia seriamente di scomparire. Da questo momento in poi, colpa anche della temperatura elevata in sala, gli animi si sono leggermente riscaldati ma, nonostante ciò, il walzer degli interventi (hanno detto la loro in ordine: il sindaco di Guglionesi Antonacci; quello di Montefalcone del Sannio D’Angelo; Angelo Sticca di Castelmauro ed infine il primo cittadino di Montenero di Bisaccia Nicola Travaglini) è proseguito sempre sulla stessa direzione: constatazione del problema, irreperibilità dei finanziamenti e necessità di alzare la voce anche a livello nazionale. Tra il presidente del consiglio regionale Cefaratti e l’assessore Facciolla c’è stato addirittura un piccolo botta e risposta sulla questione della celeberrima metropolitana leggera terminato, dopo pochi minuti, con il primo che dichiarava apertamente la sua inutilità ed il secondo che ribadiva, quasi stizzito, l’importanza strategica del trasporto sul ferro. A concludere il dibattito è arrivato infine l’intervento pacificatore dell’assessore regionale ai trasporti Pierpaolo Nagni. «Abbiamo poco -dice a chiare lettere – e dobbiamo fare di tutto per ottimizzare quello che possediamo. La realtà odierna ci dice che nelle nostre casse ci sono dei finanziamenti europei  di qualche anno fa che sono stati riprogrammati perché non spesi nei tempi tecnici. Però è doveroso precisare anche che questi soldi devono essere spesi, così dice il decisore europeo, per comparti e per questo bisogna capire effettivamente quali sono le priorità. Su questo territorio, dei 90 milioni di euro ottenuti da Bruxelles, 2 verranno indirizzati per il ripristino della s.p. 163, 2 per degli studi geologici sulla “Castellelce”e altri 500 mila euro per ripristinare la strada che dal centro abitato di Mafalda scende giù fino al fiume Trigno. Questo è quello che la carta canta ma, d’altronde, è altrettanto vero che se per ricostruire tutto daccapo sono necessari 2 miliardi di euro, le somme stanziate non sono che un piccolo ma pur sempre indispensabile contributo. Invito infine alla collaborazione affinché si possano trovare le soluzioni migliori attraverso il dialogo ma, per ora, chiedo scusa per i disagi e cercheremo di spendere quel poco che abbiamo al meglio».

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