Ed io pago!!!

MAFALDA. La situazione in questo caso parla chiaro: le cicale hanno cantato, lo hanno fatto giustamente ed il loro lavoro questa volta ha pagato, la favola di Esopo è stata ribaltata e la formica purtroppo ne esce sconfitta. Quest’ultima, certamente furba ed incurante delle leggi, ha pensato bene di darsi da fare zitta zitta alla costruzione di un bel casolare di campagna, lontano dal chiacchiericcio del paese e lontano addirittura dalle leggi dello stato. Il capolavoro di furbizia però non è passato inosservato agli occhi della Guardia Forestale che, in operazioni di contrasto all’abusivismo edilizio, ha riscontrato in agro nel territorio della nostra piccola cittadina, la costruzione di un’autorimessa, di un fabbricato civile per abitazione con tanto di piazzale ovviamente senza autorizzazioni e permessi dovuti. D’altronde il far west non è poi così tanto lontano. Chi vuoi che ti veda lì in mezzo al nulla? Chi vuoi che ti senta tra i boschi? Tanto qui a Mafalda tutto è permesso, tutto è dovuto, anzi se non paghi le tasse e non rispetti le regole se più bello, furbo ed intelligente di tanti altri onesti cittadini che, prima di costruire, fanno in modo che le carte siano tutte in regola. Fortunatamente le forze dell’ordine questa volta ha fatto il loro dovere ed è a loro e, a chi ha avuto il coraggio di denunciare, che va il nostro plauso perché crediamo che per vivere meglio, in una zona che paesaggisticamente è già eccezionale, bisognerebbe rispettare le regole. Ma sappiamo bene che, con i tempi di crisi che corrono, risparmiare è d’obbligo e quale metodo migliore se non quello di aggirare i tanto pesanti cavilli burocratici? Comprare materiale di qualità inferiore? Scegliere un progetto più piccolo di qualche metro quadro? Ovvio che no! Voglio piazzale, casa e rimessa e risparmio sul progetto esecutivo, sulla tanto agognata “Bucalossi” e sul permesso di costruzione su un area sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale ed idrogeologico. Ovviamente, come conseguenza logica dell’accaduto, la Forestale ha denunciato il proprietario committente e l’esecutore materiale alle autorità giudiziarie competenti che, oltre al danno hanno scoperto anche la beffa: la direzione dei lavori infatti era stata affidata ad un tecnico non abilitato perché privo di regolare iscrizione all’albo. Ah che bel quadretto! Che sciccheria! Che bomboniera la casa nuova! Intanto, come direbbe il barone Antonio Peletti interpretato dal grande Totò nel famoso film “47 il morto che parla”, «E io pago!».

Questo è il comunicato del Corpo Forestale dello Stato:

“Il personale del Corpo Forestale dello Stato di Petacciato Scalo, nel procedere nell’attività di contrasto all’abusivismo edilizio, ha riscontrato, in agro di Mafalda la costruzione abusiva di un’autorimessa–fabbricato per civile abitazione e annesso piazzale. Le opere, realizzate in assenza di permesso a costruire e autorizzazione sismica, sono ubicate all’interno di un’area sottoposta a vincolo Paesaggistico-Ambientale e Idrogeologico. Per tali violazioni, i soggetti responsabili sono stati immediatamente deferiti all’Autorità Giudiziaria competente per territorio. Agli stessi è stata, inoltre, contestata la realizzazione di opere senza un progetto esecutivo la cui direzione dei lavori veniva affidata ad un tecnico non abilitato poiché privo di obbligatoria iscrizione all’Albo”.

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