Salvate il soldato Ryan

MAFALDA. La trasferta di Oratino è stata presa sotto gamba, nonostante i richiami all’attenzione di mister Calvitti, nonostante i moniti dei senatori e della società. L’obiettivo era dichiaratamente quello di vincere per scacciare i fantasmi della sconfitta casalinga contro il Chiauci ma così non è stato. I fantasmi invece sono venuti tutti fuori prepotentemente sottolineando come con l’arroganza, con la bocca aperta e con il disordine i sogni di gloria svaniscono e non si arriva molto lontano. L’Oratino è sulla carta sicuramente un avversario molto modesto rispetto alla corazzata del Mafalda Calcio ma ha saputo lottare, resistere ed approfittare dell’attimo giusto, della zuccata decisiva che ha sgonfiato le boriose mongolfiere giallonere e le ha parcheggiate nuovamente sulla terra, anzi sottoterra. Negli spogliatoi c’era la giusta tensione, quella che fa tremare le gambe perché ti rende consapevole del fatto che quei colori che indossi e devi difendere sono quelli ti un intero paese che ti supporta, c’erano anche tutti i buoni propositi, i soliti, quelli con i quali ci si promette e ci si ricorda a vicenda che in campo si sta muti e si fatica a schiena ricurva, quelli che dovrebbero permettere di aprire la bocca solo per incitare il compagno che sbaglia a fare meglio. I fatti però dicono altro, si predica bene ma a razzolare si zoppica sempre. Dopo il fischio d’inizio ogni promessa viene disattesa ed inizia un vero e proprio mercato fatto di grida, urla, rimproveri, di  “Mister caccialo che non lo sopporto più”. Complice un terreno di gioco più simile ad una spiaggia, il calcio giocato in quel di Oratino non si è visto, la palla affossa tra le buche ed il nervosismo insensato e dalla mischia il balzo al novantaquattresimo della volpe Oratino abbatte un Mafalda Calcio ormai leone ferito e privo di forze. La partita termina due ad uno per i padroni di casa e l’unica nota positiva di una giornata così grigia, oltre al gol di testa di Mastrangelo, è la buona prova di Piero “triv” Nuozzi. Tutto il resto è noia e dolore per una sconfitta che brucia tanto e che speriamo serva come insegnamento a tutti e ad ognuno, perché ieri Oratino ci ha fatto capire che con la bocca e da soli non si va da nessuna parte ma è la squadra che vince con umiltà e determinazione. Salviamo il nostro soldato Ryan!

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